FAQ

Domande Frequenti

Futuro Verde è una Comunità Energetica Rinnovabile nazionale che permette a cittadini, imprese ed enti pubblici di produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili all’interno di un modello collaborativo e sostenibile.

Famiglie e singoli cittadini; piccole e medie imprese; enti del terzo settore; pubbliche amministrazioni; condomìni e realtà residenziali organizzate. Non è necessario possedere un impianto fotovoltaico: ogni membro può partecipare ai benefici della comunità anche come semplice consumatore.

L’ingresso nella comunità avviene attraverso un processo chiaro e guidato:

  • Contatto iniziale: il potenziale membro richiede informazioni e riceve una valutazione della propria posizione energetica.
  • Verifica dei requisiti: Futuro Verde analizza la compatibilità tecnica e territoriale con la comunità.
  • Sottoscrizione dell’accordo: il nuovo membro accetta le condizioni della CER e diventa parte della comunità.
  • Attivazione e monitoraggio: una volta attivato, il membro può monitorare benefici, consumi e produzione attraverso gli strumenti digitali di Futuro Verde.
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Appena entrato, il nuovo membro può da subito partecipare alla condivisione dell’energia; accedere agli incentivi previsti per le CER; usufruire del supporto tecnico e amministrativo fornito da Futuro Verde. Aderire a Futuro Verde non significa solo ottenere vantaggi economici: significa contribuire attivamente a un progetto nazionale che promuove un futuro energetico più pulito, solidale e partecipato. Ogni nuovo membro rafforza la rete della comunità e aiuta a generare impatti positivi sul territorio.

No. È possibile partecipare come consumatori, oltre che come produttori o come prosumer (produttori-consumatori). Chi non possiede un impianto può comunque beneficiare degli incentivi generati dalla comunità.

Eventuali costi dipendono dal modello di adesione adottato (consumatore, produttore o prosumer). Futuro Verde fornisce una valutazione trasparente prima dell’ingresso nella comunità.

I membri beneficiano degli incentivi generati dalla condivisione dell’energia rinnovabile e dell’ottimizzazione dell’autoconsumo. L’importo varia in base ai consumi e alla produzione complessiva, ma garantisce un risparmio significativo e stabile nel tempo. Non c’è una diminuzione del costo della bolletta, ma un Cashback tramite la ricezione di un bonifico relativo al risparmio ottenuto.

L’incentivo in una CER è il compenso economico riconosciuto per l’energia rinnovabile prodotta e condivisa all’interno della comunità energetica. Questo incentivo è riconosciuto dallo Stato italiano tramite il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e dura 20 anni dalla data di entrata in esercizio degli impianti che compongono la CER.

L’incentivo si basa sull’energia condivisa virtualmente, cioè l’energia prodotta dagli impianti rinnovabili della comunità, che viene considerata come autoconsumata dai membri della CER senza che vi sia uno scambio fisico diretto di energia sui cavi.

I componenti principali dell’incentivo sono:

  • Quota fissa (€ per MWh): Dipende dalla potenza dell’impianto: impianti più piccoli hanno una quota fissa maggiore rispetto a quelli più grandi.

  • Quota variabile (€ per MWh): Varia in funzione del prezzo di mercato dell’energia elettrica: se il prezzo di mercato è basso, la parte variabile tende a essere più alta (per compensare).

  • Valorizzazione ARERA (€ per MWh): È un ulteriore corrispettivo riconosciuto dal GSE per compensare alcune componenti tariffarie, calcolato ogni anno dall’autorità competente (ARERA).

  • Bonus aggiuntivi: Per impianti fotovoltaici ci possono essere maggiorazioni regionali dell’incentivo (es. +4 o +10 €/MWh a seconda della zona d’Italia) per riflettere diversi livelli di irraggiamento solare.
  • Produzione di energia rinnovabile: Gli impianti della CER producono energia elettrica da fonti rinnovabili (es. fotovoltaico, eolico, idroelettrico).

  • Condivisione virtuale dell’energia: L’energia prodotta viene immessa in rete, poi il GSE calcola quanta di quell’energia è stata virtualmente autoconsumata dai membri della CER in ciascuna ora solare.

  • Calcolo dell’incentivo: Per ogni MWh di energia condivisa, il GSE applica la tariffa incentivante (quota fissa + variabile) e aggiunge eventualmente la valorizzazione ARERA.

  • Erogazione dell’incentivo: L’incentivo viene pagato dal GSE alla CER e poi può essere redistribuito ai membri secondo le regole interne alla comunità (spesso in proporzione all’energia condivisa da ciascun membro).
  • La CER deve essere formalmente costituita prima dell’entrata in esercizio degli impianti.

  • Gli impianti devono essere nuovi o di potenziamento e a fonti rinnovabili.

  • La potenza installata per singolo impianto non deve superare 1 MW.

L’incentivo non va automaticamente ai singoli membri, ma viene riconosciuto dal GSE alla CER come soggetto giuridico. Poi è la CER che decide come ridistribuirlo tra i membri.

Il Soggetto Referente della CER è l’associazione o il consorzio che rappresenta la CER e gestisce i rapporti con il GSE, riceve i contributi economici, cura la rendicontazione, distribuisce i proventi ai membri secondo il regolamento interno.

Non lo ricevono quindi direttamente i proprietari degli impianti o gli utenti finali.

La modalità dipende da quanto stabilito nello statuto o nel regolamento di ripartizione della CER. In genere si usa una di queste logiche:

  • Ripartizione in base all’energia condivisa
  • Chi contribuisce di più alla condivisione (produzione o consumo simultaneo) riceve una quota maggiore.
  • Ripartizione in base ai ruoli
  • Il produttore può ricevere una parte specifica, così come i consumatori attivi.
  • Fondi per iniziative sociali o ambientali
  • Una parte dell’incentivo può essere destinata a sostegno delle famiglie vulnerabili, a progetti di efficienza energetica, ad iniziative di comunità.

L’energia prodotta dagli impianti della comunità viene “virtualmente” ripartita tra i membri secondo regole definite. Ogni partecipante continua a ricevere energia dal proprio fornitore, ma ottiene benefici economici aggiuntivi per la quota di energia condivisa.

Futuro Verde adotta un modello partecipativo e trasparente: i membri possono prendere parte alle decisioni strategiche mediante assemblee, votazioni e strumenti digitali dedicati.

Futuro Verde mette a disposizione dei membri una piattaforma digitale che permette di monitorare in tempo reale consumi, produzione e benefici economici generati dalla comunità.

Sì. I membri possono recedere secondo le modalità indicate nell’accordo di adesione, nel rispetto dei tempi minimi e delle condizioni contrattuali previste.

Ogni nuovo membro contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO, all’aumento della produzione di energia rinnovabile e al miglioramento della qualità dell’aria nei territori coinvolti.

Sì. Futuro Verde opera nel pieno rispetto delle normative nazionali sulle Comunità Energetiche Rinnovabili e garantisce processi conformi, trasparenti e verificabili.

È sufficiente contattare Futuro Verde tramite i canali ufficiali. Dopo una valutazione preliminare della posizione energetica, il nuovo membro riceve assistenza nella sottoscrizione e nell’attivazione della propria adesione.

Una CER è un gruppo di persone, imprese o enti che si uniscono per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile localmente, beneficiando di vantaggi economici, ambientali e sociali generati dalla condivisione dell’energia prodotta. Il funzionamento della CER si basa sul principio dell’autoconsumo virtuale: anche se l’impianto si trova in un luogo diverso da quello del consumatore, l’energia prodotta può comunque generare benefici per tutti i membri della stessa comunità energetica.

Una CER può coinvolgere diverse tipologie di soggetti (cittadini, imprese, PA) e può estendersi su un’area più ampia. L’autoconsumo collettivo, invece, riguarda solo utenti che condividono lo stesso edificio o complesso immobiliare.

Le CER utilizzano esclusivamente fonti rinnovabili: solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico locale, biomasse sostenibili e altre tecnologie pulite conformi alla normativa vigente.

Gli incentivi vengono riconosciuti per l’energia rinnovabile auto-consumata virtualmente dalla comunità. La distribuzione avviene secondo criteri stabiliti nella governance interna della CER, che può definire regole diverse basate su consumi, produzione o altri parametri condivisi.

Sì. L’energia prodotta e non condivisa può essere immessa in rete e valorizzata secondo i meccanismi previsti dalle normative. Tuttavia, il cuore del modello rimane la condivisione dell’energia all’interno della comunità.

Sì. Una CER deve costituirsi come ente giuridico autonomo (es. associazione, cooperativa, consorzio). Questo permette di garantire una gestione trasparente, una governance chiara e la corretta distribuzione degli incentivi.

Il gestore di rete si occupa di misurare i flussi energetici, certificare l’energia condivisa e trasmettere i dati necessari per calcolare gli incentivi spettanti ai membri della CER.

No. La normativa prevede che un punto di prelievo (POD) possa essere associato a una sola CER alla volta per garantire una corretta attribuzione dei benefici e degli incentivi.

È sufficiente disporre di un contatore elettronico telegestito. Le CER utilizzano strumenti digitali di monitoraggio forniti dalla comunità o dal soggetto gestore (in questo caso da Futuro Verde).

Sì. Una CER può ampliare il numero dei membri e aumentare la potenza installata, integrando nuovi impianti e nuovi partecipanti, purché rimangano rispettati i requisiti normativi.

Il tempo varia in base alla complessità del progetto, alla potenza degli impianti e alle procedure amministrative. La fase di avvio può richiedere alcuni mesi, mentre l’adesione dei singoli membri è in genere più rapida.

In molti casi sì, ma la compatibilità dipende dal tipo di incentivo. Alcune agevolazioni fiscali per gli impianti possono coesistere con le tariffe incentivanti delle CER, mentre altre potrebbero essere escluse.

Le CER contribuiscono a ridurre le emissioni, favorire la resilienza energetica locale, generare risorse economiche da reinvestire, promuovere occupazione e innovazione, sostenere iniziative sociali e comunitarie.